6.2 Il tempio in onore di Don Bosco

Durante la seconda guerra mondiale i superiori salesiani fanno voto di costruire una grande chiesa in onore del Santo dei giovani presso la «Casetta natia» per ottenere la protezione divina sulle opere salesiane sparse nel mondo. Solo alla fine degli anni Cinquanta il progetto
si concretizza, sotto il rettorato di don Renato Ziggiotti, quinto successore di don Bosco. Per predisporre il terreno si abbatte la cascina Biglione-Damevino, senza conoscerne il valore storico.

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L'edificio, progettato dall'ingegnere Enea Ronca e reinterpretato dall'architetto Giovanni Rubatto, salesiano laico, viene costruito tra giugno 1961 e marzo 1966.
Si presenta su due piani sovrapposti: la chiesa inferiore e il Tempio superiore. Il complesso misura all'interno 70 metri di lunghezza e 37 di larghezza. Esternamente raggiunge i 110 metri, compresa la gradinata; è sovrastato da una cupola di 16 metri di diametro che si slancia fino agli 80 metri di altezza.
La cupola è inquadrata da due campanili sui quali, a partire dall'anno giubilare 2000, è installato un concerto di 12 campane, opera della ditta Capanni di Castelnovo ne' Monti (Reggio Emilia). Le campane sono intitolate ai «santi della famiglia salesiana» che «cantano la
gloria di Dio signore del tempo e della storia». Il campanone, ricordo del Giubileo, ha un diametro di m. 1,55 e pesa 2300 kg. I disegni sono del salesiano laico Luigi Zonta.