1815-1888

padre, maestro, amico della gioventù

Contratto del 1846

tra G. Borel e F. Pinardi originale tratto dall'Archivio Salesiano Centrale.

Storiche...

Costituzioni, E. Ceria, Cimatti originali tratti dall'Archivio Salesiano Centrale.

Salesiani...

Cagliero, Albera, Lasagna, Rua originali tratte dall'Archivio Salesiano Centrale.

Memorie...

manoscritto delle Memorie dell'Oratorio originale tratto dall'Archivio Salesiano Centrale.

Bozze

correzioni Bollettino Salesiano



Epistolario di Don Bosco

 

                     

Francesco Motto, curatore dell'edizione critica dell'Epistolario

 

INDICE CRONOLOGICO DELLE LETTERE (vedi indice)

 


 G. Bosco, Epistolario. Introduzione, testi critici e note a cura di F. Motto. (vol. I 1835-1863 Lettere: 0001-0726). Roma, LAS, 1991. ISBN: 978-88-213-0226-1

 


 G. Bosco, Epistolario. Introduzione, testi critici e note a cura di F. Motto. (vol. II 1864-1868 Lettere: 0727-1263). Roma, LAS, 1996. ISBN: 978-88-213-0342-X

Contiene il testo, corredato dal relativo apparato delle varianti e da copiose note storiche, di 537 lettere. Di esse 144 (il 26,8%) sono inedite. È aggiunta un’Appendice con l’elenco di 158 Lettere attestate ma non reperite, il cui contenuto è ricostruibile da quelle che ne documentano l’esistenza (e potrebbero un giorno emergere, almeno in parte, da qualche archivio). Di notevole valore sono parecchie lettere inedite indirizzate a personalità di grande rilievo: Pio IX (12), l’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti (12), il vescovo di Casale Monferrato Pietro Maria Ferrè (6), l’oratoriano p. Giulio Metti (5), la nobildonna Virginia Tolomei Biffi (16), consorte del conte Luigi Guglielmo Cambray Digny, sindaco di Firenze e dal 1867 ministro delle Finanze.
 


 G. Bosco, Epistolario. Introduzione, testi critici e note a cura di F. Motto. (vol. III 1869-1872 Lettere: 1264-1714). Roma, LAS, 1999. ISBN: 978-88-213-0424-8

Don Bosco è una figura troppo nota per doverla presentare, ma il poter disporre di oltre 700 sue lettere inedite – quante ne contiene l’edizione critica del suo Epistolario, giunta ora al terzo volume – permette di ricostruirne un’immagine più completa e più precisa. Il quadriennio 1869-1872, cui si riferiscono le 451 lettere qui presentate, è un periodo fondamentale della sua vita. A Firenze e Roma il suo coinvolgimento nelle pratiche relative alle nomine vescovili nelle sedi italiane vacanti ne fa salire alla ribalta il nome non solo come di un sacerdote zelante, ma anche di un personaggio con notevoli entrature negli ambienti governativi tanto che molti Comuni, non potendo sostenere le scuole che la legge impone loro, si rivolgono a lui. Allarga così il suo raggio di azione non solo in Piemonte ma anche in Liguria, grazie alla beneficenza pubblica e privata che non gli viene mai meno, all’immagine positiva che la società salesiana gode in molti ambienti, ecclesiastici e laici, al santuario di Maria Ausiliatrice che si avvia ad essere un centro di culto di notevole risonanza.
Il futuro sembra roseo per la nuova congregazione religiosa, anche se le costituzioni devono essere ancor approvate, le prime divergenze con l’arcivescovo di Torino si affacciano all’orizzonte, i conti economici continuamente in passivo, il clima politico in Italia non  è certamente favorevole a chi in tempi di Porta Pia si schiera dalla parte del papa.
Un volume, dunque,  ricco di novità, ampio nei suoi risvolti, interessante per i suoi contenuti; un volume imprescindibile per chi vuole seriamente conoscere la figura del padre e maestro della gioventù.
 


 G. Bosco, Epistolario. Introduzione, testi critici e note a cura di F. Motto. (vol. IV 1873-1875 Lettere: 1715-2243). Roma, LAS, 2003. ISBN: 978-88-213-0548-1

Contiene 529 lettere, dal n. 1715 al n. 2243. Il maggior numero di queste lettere sono indirizzate al suo alter ego, don Michele Rua.
Dopo di lui, il destinatario del maggior numero è il papa Pio IX, al quale rivolge domande sia per le varie fasi di approvazione della nuova società religiosa e delle sue Costituzioni, sia per l’apertura di nuove opere.
Esse sono dovute anche alla profonda amicizia personale con Pio IX, per cui si rivolge direttamente a lui anche quando avrebbe potuto mettersi in contatto con altri organismi romani.
 


 G. Bosco, Epistolario. Introduzione, testi critici e note a cura di F. Motto. (vol. V 1876-1877 Lettere: 2244-2665). Roma, LAS, 2012. ISBN: 978-88-213-0845-1

Contiene 422 lettere, dal n. 2244 al n. 2665. La corrispondenza maggiore è con il suo braccio destro, don Michele Rua. Al secondo posto si colloca la corrispondenza con il papa Pio IX al quale chiede la concessione di facoltà e permessi speciali e la benedizione per le proprie sempre nuove iniziative e per i suoi benefattori. Al terzo posto viene don Giovanni Cagliero, grande missionario, responsabile di tutta l’azione missionaria salesiana in America Latina. Seguono poi altri destinatari.
Gli anni 1876-1877 vedono Don Bosco impegnatissimo nel rafforzare le opere salesiane aperte in precedenza, nell’aprirne di nuove in Italia, Francia e America Latina, nel lanciare nelle stesse aree le Figlie di Maria Ausiliatrice, nel consolidare giuridicamente i due Istituti da lui fondati, nel formare religiosamente ed educativamente i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice. Negli stessi anni istituisce l’Opera di Maria Ausiliatrice per le vocazioni ecclesiastiche adulte e procede alla fondazione dell’associazione dei Cooperatori salesiani e del mensile “Bollettino Salesiano”.
 


 G. Bosco, Epistolario. Introduzione, testi critici e note a cura di F. Motto. (vol. VI 1878-1879 Lettere: 2666-3120). Roma, LAS, 2014. ISBN: 978-88-213-1151-2

 


Esempio di lettera autografa di don Bosco


(12/09/2008 - Roma - Centro Studi Don Bosco - a cura di A. Giraudo)

"Sulla bancarella di un mercatino di antiquariato di Mondovì (Cuneo), nello scorso mese di agosto, abbiamo ritrovato una lettera autografa di don Bosco indirizzata al sindaco di Cherasco in data 7 settembre 1870. Il documento era noto, ma non si era mai potuto trovare l’originale. Eugenio Ceria lo riportò nel secondo volume del suo Epistolario di S. Giovanni Bosco (Torino, Società Editrice Internazionale 1956, 112). Da qui venne ripreso e pubblicato  da Francesco Motto nel terzo volume dell’edizione critica dell’Epistolario, (Roma, LAS 1999, n. 1459). La lettera era stata trascritta da Giovanni Battista Lemoyne, che ne aveva inserita copia nella collezione dei Documenti  serviti di base per la compilazione delle Memorie biografiche. Don Angelo Amadei infatti la riporta (MB X, 131), parlando della vertenza tra don Bosco e l’amministrazione civica di Cherasco sulla vicenda del Collegio aperto in quella città tra 1869 e 1871.

Nella fase di ricerca delle fonti per l’edizione critica dell’Epistolario, F. Motto non aveva potuto rintracciare l'originale della lettera presso l’archivio storico del comune di Cherasco. Ora possiamo capirne il motivo. Sul retto del documento, infatti, appaiono due timbri: il primo (su marca da bollo da lire una) con la scritta “Torino – Ufficio del Bollo Stra° - 30 apr. 72”, il secondo con la scritta: “Torino – Corte d’Appello – Segreteria Civile”. In alto si legge anche un’annotazione manoscritta: “L. 1.20. Registrate a Torino li 30 Aprile 1872 N. 5507. | Esatto lire una C.mi venti | Il Ricevitore | A. Strambio”.

Il documento era stato allegato agli atti della vertenza giudiziaria intercorsa tra l’Amministrazione Civica di Cherasco e Don Bosco in seguito al ritiro di quest’ultimo dalla gestione del Collegio nel 1871.

Ora, a distanza di 138 anni il documento rispunta tra materiali di scarto confluiti sul bancone di un rigattiere.

La vicenda che ha portato all’apertura del Collegio-Convitto di Cherasco nel 1869 e alla sua chiusura dopo due anni, con strascichi giudiziari per questioni economiche, è ricostruita da Pietro Stella: Don Bosco nella storia economica e sociale. 1815-1870  (Roma, LAS 1980), pp. 145-146, 321-325 e 430-433." 

 

Aggiornata a
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June 14th, 2017 | §permalink